23) Comte. Sar la politica positiva a garantire l'ordine.
Auguste Comte fa presente che il disordine  nemico della societ
e ripugna allo spirito scientifico. Soltanto il metodo positivo 
in grado di garantire l'ordine e di contenere lo spirito
rivoluzionario.
A. Comte, Corso di filosofia positiva.

Considerata soprattutto con riguardo all'ordine, la politica
positiva senza dubbio non avr mai bisogno di alcuna apologia
diretta per chiunque abbia sufficientemente valutato, secondo
l'insieme delle parti anteriori di questo Trattato, quale  a
questo riguardo la tendenza necessaria di una tale filosofia, a
qualunque categoria di idee si applichi. Considerata dal punto di
vista pi elevato, la scienza reale non ha in effetti altro scopo
generale che stabilire e fortificare senza posa l'ordine
intellettuale che, non lo si ricorder mai troppo,  la prima base
indispensabile di ogni altro vero ordine. Bench non sia questo il
luogo opportuno di trattare direttamente questa questione
fondamentale, riservata a dopo, non posso astenermi dall'indicare
come il disordine ripugni profondamente allo spirito scientifico
propriamente detto, che per sua natura gli  eterogeneo certamente
molto pi che lo stesso spirito teologico, come oggi sanno tutti
coloro che hanno un po' approfondito l'una e l'altra filosofia.
Circa le idee politiche, l'esperienza ha ormai sufficientemente
provato che soltanto il metodo positivo pu oggi realmente
disciplinare intelligenze divenute sempre pi ribelli all'autorit
delle ipotesi metafisiche come pure all'impiego delle finzioni
teologiche. Al contrario, non vediamo questo stesso spirito
attuale cos vanamente accusato di tendere allo scetticismo
assoluto, apprendere sempre con avida premura la minima apparenza
di dimostrazione positiva, anche quando  prematura? Per quale
motivo sarebbe diverso con le nozioni sociali, dove il bisogno di
solidit deve certo essere ancor meglio sentito, se in effetti
esse possono alla fine essere dominate dallo spirito positivo? Il
sentimento fondamentale delle leggi naturali invariabili,
fondamento primitivo di ogni ordine di idee relativamente a ogni
fenomeno, potrebbe non aver pi la stessa efficacia filosofica non
appena, completamente generalizzato, s'applicasse anche ai
fenomeni sociali, ricondotti ormai a leggi analoghe?.
Solo la politica positiva  certamente rapace di contenere
convenevolmente lo spirito rivoluzionario, poich essa sola pu
rendergli da principio senza debolezza e senza inconseguenza
un'esatta giustizia e circoscrivere razionalmente entro i suoi
veri limiti generali la sua indispensabile influenza. Fino a che,
come si vede oggi, questo spirito non  attaccato che in modo
essenzialmente assoluto, dietro ispirazione della filosofia
retrograda - con cui allora coincide necessariamente la politica
stazionaria sprovvista di ogni principio proprio - esso resiste
spontaneamente a queste vane recriminazioni che, per quanto
legittimo possa esserne il fondamento parziale, non potrebbero
neutralizzare l'irresistibile bisogno di ricorrere a questo
energico impulso, che secondo la teoria precedentemente stabilita,
la nostra intelligenza ora prova. Ma non pu pi essere cos
quando la nuova filosofia, manifestando il suo carattere
eminentemente organico, si mostrer spontaneamente ancor pi
adatta che la filosofia rivoluzionaria stessa a sbarazzare
finalmente la societ da ogni vestigio di qualsiasi tipo del
sistema politico antico. Soltanto allora la tendenza anarchica dei
principi puramente rivoluzionari potr essere direttamente
combattuta egualmente in nome della rivoluzione generale, con un
successo veramente decisivo che finir con l'assorbire
gradualmente l'intera dottrina rivoluzione attuale, il cui
principale compito politico sar ormai meglio adempiuto dalla
filosofia positiva.
[...].
Si deve pure notare che, malgrado la sua invariabile unit, lo
spirito eminentemente relativo della filosofia positiva dovr
gradualmente dissipare, ad evidente profitto dell'ordine generale,
questa disposizione assoluta, angusta quanto irrazionale, comune
alla politica teologica e quella metafisica, che le porta senza
sosta a voler uniformemente realizzare in tutti gli stati
possibili della civilt i loro rispettivi modelli di governi
immutabili, e che per esempio ai nostri giorni ha condotto perfino
a non concepire altro mezzo fondamentale di civilizzare Tahiti che
con l'aiuto di una banale importazione del protestantesimo e del
regime parlamentare!.
F. Tonon, Auguste Comte e il problema storico-politico nel
pensiero contemporaneo,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1975, pagina 170-173.
